Dente cariato: le cause, prevenzione e cura

dente cariato

La carie è una patologia molto diffusa, che spesso affligge anche chi si occupa della propria igiene orale con costanza. Questo perché un dente cariato può essere sintomo sia di un atteggiamento sbagliato, che di un problema di fondo. Iniziamo con il vedere il come e il quando la carie prolifera.

Dente cariato: quali sono le cause?

Le cause di un dente cariato hanno in genere le loro radici nella scarsa igiene orale, che lascia i batteri liberi di proliferare sul tartaro e sulla placca presente sui denti. Ma, per quanto questo possa fare e faccia la differenza, l’insorgenza della carie può essere favorita anche da:

  1. La saliva, che da naturale detergente della bocca a PH neutro, in presenza di scarsa igiene orale si acidifica indebolendo lo smalto dei denti;
  2. Il disallineamento dei denti, ovvero denti distanti tra loro, che forniscono alla carie uno spazio nascosto e irraggiungibile con lo spazzolino, dove proliferare;
  3. L’alimentazione sbagliata, caratterizzata da un eccesso di zuccheri o di alimenti raffinati ;
  4. La conformazione difficile da pulire, come nel caso dei molari, premolari e gli incisi, che sono tra i denti più attaccati dalla carie, proprio a causa della loro forma.

A cause diverse corrispondono però uguali sintomi, che non devono assolutamente essere sopravvalutati. Al primo manifestarsi di disturbi come l’alitosi, ipersensibilità o dolore ai denti è bene andare dal dentista in quanto, per quanto i nostri tessuti dentali possano essere resistenti non hanno capacità rigenerative e quindi, onde evitare che il dente diventi cariato, è bene correre ai ripari agendo subito

Dente cariato: conseguenze e cura

Lo sviluppo della carie dentaria intacca lentamente lo smalto del dente che, pur essendo una sostanza molto resistente, finisce per demineralizzarsi e perforarsi. Se non viene curato in tempo, il processo infettivo si espande, andando a cariare più denti o consumando il primo in profondità

Dalla prima fase, detta “carie superficiale”, si passa ad una seconda, dove la carie arriva alla dentina, meno calcificata, e quindi più facile da perforare. Da li il percorso per arrivare alla polpa del dente e ai nervi è meno difficoltoso, con il consecutivo manifestarsi di alcune conseguenze, più o meno gravi. Un dente cariato in profondità può portare, per esempio, alla parodontite, agli ascessi, ai granulomi, come anche alla formazione di cisti.

Se presa in tempo, la cura di un dente cariato consiste nella semplice otturazione, che ha lo scopo di riempire la cavità creata nel dente dalla carie. Nel caso di complicanze invece, come il manifestarsi di granulomi, bisogna ricorrere alla devitalizzazione: ossia l’asportazione della polpa del dente. Operazione invasiva che comporta la morte del dente, viene utilizzata soltanto come ultima spiaggia, quando le altre tecniche sono impraticabili o inutili.

Dente cariato: come prevenirlo?

Il principale metodo di prevenzione contro la carie è l’igiene orale. Gli strumenti da utilizzare sono: lo spazzolino, il filo interdentale o lo scovolino, un buon dentifricio e il collutorio. Il lavaggio dei denti, se effettuato dopo i pasti, evita la formazione di placca e tartaro, “casa” dei batteri che causano la carie.

Recarsi a controllo da un dentista ogni sei mesi, massimo un anno, è il secondo step da effettuare nell’ottica della prevenzione. La detrartrasi, meglio conosciuta come “pulizia dei denti”, è indispensabile per l’eliminazione di placca e tartaro che, seppur con una cura quotidiana svolta in maniera accurata, non si riesce ad eliminare.

Altro strumento di prevenzione è la sigillatura dei solchi : irregolarità presenti sulla superficie masticatoria di un dente, che ne aumento la possibilità di diventare cariato. Applicato in genere ai denti dei bambini, questo speciale materiale crea una pellicola protettiva, destinata a consumarsi da sola nel tempo.