Aborto spontaneo: cause, come riconoscerlo e cosa fare

Aborto-spontaneo

L’aborto spontaneo è purtroppo un’eventualità piuttosto frequente nel primo trimestre di gestazione. E’ per questo motivo che solitamente le donne che scoprono di essere incinte attendono che siano passati i primi 3 mesi prima di annunciare la gravidanza ufficialmente. Per cause sconosciute, l’aborto spontaneo si verifica circa in un terzo delle gravidanze ed è quindi decisamente probabile perdere il proprio bambino nei primi mesi di gestazione. Molte donne che subiscono un aborto non sono nemmeno consapevoli di essere incinte, perchè spesso e volentieri si verifica precocemente e si scambiano le eventuali perdite di sangue per normalissime mestruazioni.

In altri casi però la donna va incontro ad un aborto spontaneo quando la gravidanza è già a buon punto ed il feto si è già quasi formato del tutto. Questa è l’eventualità peggiore, perchè si tratta di un evento traumatico e difficile da superare dal punto di vista psicologico.

Aborto spontaneo: cause e fattori di rischio

Aborto-spontaneo-sintomiAd oggi le cause di un aborto nei primi mesi di gravidanza sono ancora sconosciute. In alcuni casi sono delle infezioni o delle complicanze come la toxoplasmosi a peggiorare il quadro clinico e comportare un maggior rischio di aborto, ma in molte altre situazioni non si è ancora individuata la causa vera e propria della morte del feto. Secondo alcuni il problema potrebbe dipendere dalla presenza di DNA alterato, ma si tratta ad oggi solamente di supposizioni.

Aborto spontaneo: come riconoscerlo e quali sono i sintomi?

Uno dei primi sintomi tipici di un aborto spontaneo è il sanguinamento vaginale, che può essere lieve oppure abbondante con la presenza di grumi piuttosto consistenti. Va però precisato che non sempre quando si verifica un aborto la donna manifesta delle perdite e in questi casi diventa ancora più difficile rendersene conto.

Tra gli altri sintomi tipici di un aborto spontaneo possono comparire i seguenti:

  • Crampi addominali e nel basso ventre;
  • Scomparsa dei sintomi tipici della gravidanza;
  • Perdita di altri liquidi (non sangue) o di tessuti dalla vagina.

Non sempre da questi sintomi è possibile riconoscere un aborto spontaneo, anche perchè in gravidanza può succedere di avere delle perdite di sangue e in alcuni casi sono del tutto fisiologiche. Nel dubbio quindi conviene rivolgersi al proprio medico o al ginecologo in modo da verificare che il feto stia bene e che sia tutto nella norma.

Cosa fare in caso di aborto spontaneo

Se dovessero manifestarsi i sintomi tipici di un aborto, conviene rivolgersi immediatamente al proprio medico o al ginecologo. Solo un professionista è infatti in grado di effettuare una diagnosi certa. A quel punto, appurato che il feto non è più in vita, si valuta come procedere. Se infatti l’aborto si verifica nelle prime settimane e si manifesta con un abbondante sanguinamento, spesso non è necessario fare nulla.

Se però rimane del materiale all’interno dell’utero occorre procedere con il raschiamento in modo da far tornare l’organo allo stato iniziale e renderlo pronto ad accogliere un’eventuale nuova gravidanza.

Ti potrebbe interessare anche…